RECENSIONE "SOLO PER GIUSTIZIA"
L'idea di partenza del libro è semplice:raccontare se stesso,ripercorrendo le tappe della propria carriera,tutte ispirate da un sincera e spontanea passione per la giustizia. Il libro ha il sapore di un romanzo di formazione dove il protagonista evolve e matura nella consapevolezza della importanza e complessità della sua carica istituzionale.
Racconta gli anni della sua permanenza alla DDA. La vera aspirazione di Cantone era diventare avvocato penalista. Vinse poi il concorso in magistratura e si trovò ad affrontare un pubblico ministero tra i più attivi nella lotta antimafia. Nei suoi ricordi emerge anche il fatto di come cambiò la sua vita e quella dei suoi familiari quando fu necessario assegnargli una scorta perché iniziò ad indagare sul clan del litorale domizio. Un'altra questione che dovette affrontare fu quando occupandosi di un inchiesta contro un'impresa,la Themis,fu investito da una grande calunnia. Il responsabile per essere scagionato aveva tentato di screditarlo. Nella sua permanenza alla DDA si trovò ad adoperare contro il potente clan dei casalesi. Il compito fu grande e grosso,alla fine però,il magistrato riuscì a far arrestare molti componenti del clan. Con la propria opera Cantone ci fa conoscere i meccanismi interni alla Camorra,come si compiono le indagini,le difficoltà che i magistrati devono superare,i rischi quotidiani,le sconfitte e le vittorie. Egli mette in evidenza come gli imprenditori possono agire per interesse o per paura, i politici usano o vengono usati dalla Camorra
Il libro piace soprattutto per lo stile semplice e fresco con cui vengono nominati argomenti talvolta complicati.   
Recensione "Solo per Giustizia"